La condroplastica in coblazione viene eseguita tramite dei piccoli strumenti (sonde) che possono essere utilizzati nel ginocchio tramite chirurgia mini-invasiva (artroscopia). Queste sonde hanno degli elettrodi sulla punta; una corrente elettrica viene fatta passare attraverso gli elettrodi della sonda e questo surriscalda gli ioni di sodio nell'acqua salata (soluzione fisiologica) con cui viene lavato il ginocchio quando si esegue un'artroscopia. Questo crea un plasma di sodio sulla punta della sonda.
Questo campo di plasma è molto piccolo e circoscritto, ma estremamente caldo (con temperature superiori a 3000 °C). Quando viene fatto passare vicino alla superficie della cartilagine danneggiata, il plasma fonde la superficie della cartilagine ma senza causare alcun danno termico agli strati più profondi del tessuto. Questo leviga in modo molto efficace la superficie della cartilagine ruvida e danneggiata e stabilizza il tessuto lesionato, un po' come usare una fiamma ossidrica per ripulire la vernice scrostata da un cancello arrugginito.
In particolare, le sonde artroscopiche hanno un effetto molto più mirato e le temperature a cui è sottoposto il tessuto cartilagineo circostante sono di gran lunga inferiori, con allarmi che scattano se le temperature si innalzano raggiungendo livelli anche piuttosto bassi (es. 42 °C). Il termine 'coblazione' deriva dal fatto che queste sonde possono sia ablare (rimuovere) il tessuto, sia coagularlo.